Triestespresso expo, la fiera del caffè

Col motto “Ancora più internazionale, ancora più prestigiosa: Triestespresso Expo continua a crescere” si è presentata la sesta edizione della più importante fiera internazionale sul caffè espresso a Trieste dal 25 al 27 ottobre.

L’evento, indirizzato principalmente al business – dalla produzione all’editoria, dalla distribuzione alla ristorazione – ha visto una notevole partecipazione anche dei non addetti ai lavori, interessati ad esplorare l’affascinante mondo del caffè e del bar, in una città dove questo ha un forte impatto sociale e tantissimi estimatori. E non a caso questa fiera, tra le più importanti al mondo per il settore, si tiene in una delle principali vie di ingresso del caffè per l’Europa, una città che ha visto nascere e crescere eccellenze del settore del caffè come Illy, Hausbrandt e Bazzara.

Come vi avevamo accennato, a Trieste c’è tutta una speciale tradizione di caffè e non mancano i caffè storici resi celebri per aver servito e ispirato Joyce, Svevo e Saba, così amati dai triestini ma anche da chi passa di qua per qualche giorno. Tra i più antichi e i più suggestivi: il Caffè Tommaseo, il più antico nato nel 1830, il Caffè degli Specchi, un simbolo di piazza Unità, ed il Caffè San Marco, dove ancora si respira letteratura. E poi il caffè Tergesteo, il caffè Stella Polare, il caffè Urbanis e il caffè Torinese.

Ma torniamo a parlare della fiera e degli eventi collegati.

Tra gli oltre 230 espositori della fiera erano presenti produttori, brand, distributori, baristi e altre figure legate al mondo del caffè provenienti da almeno 25 differenti paesi dei 5 continenti. Tante le varietà di caffè proposte, ma molto varia anche la scelta di macchine per il caffè sia per bar e professionisti sia per le case di tutti noi. Numerosissimi i produttori ed esportatori di caffè provenienti da tutto il mondo. Tra questi il caffè più curioso è sicuramente il biologico Marley coffee, prodotto da Rohan Marley, uno dei figli della leggenda del reggae Bob Marley, con tanto di miscele denominate come le canzoni del padre e merchandising a tema.


Molto presenti le realtà italiane nel ramo ristorazione e bar. Abbiamo incontrato i responsabili del caffè Morettino, che ci hanno raccontato come a volte il business nasca quasi per caso, da un turista che si innamora del tuo locale e del tuo caffè e porta il brand dall’altra parte del mondo (in Canada, nel loro caso). E così capita che uno riesca a vendere il proprio caffè in una certa zona in Italia e poi in alcuni spot in giro per il mondo. Non stupisce quindi che, come ci spiegano, la tendenza del momento per la ristorazione sia produrre cialde e macchina da caffè specifiche, che fidelizzino il cliente (il pub o ristorante) al marchio e proteggano il produttore.

Il trend del momento in materia di caffè: la monorigine. Di pari passo con quello che si vede per il vino (monovitigno) e per la cioccolata, i palati si affinano per una richiesta sempre più ampia di sapori nitidi, definiti e caratteristici delle bevande da degustazione piuttosto che di quelle da grande distribuzione. Una monorigine è un solista, una miscela un’orchestra. Più completa, armoniosa, piacevole nel complesso.

Stesso concetto e stessa opinione ci vengono confermate da più parti, come dal responsabile dello stand dello Zicaffè, altro nome molto presente soprattutto all’estero, e che ci ha colpito per il magnifico bancone completamente rivestito di chicchi di caffè. Trendy anche nel design.

I tre giorni della fiera hanno ospitato numerosi eventi, corsi, degustazioni e perfino le semifinali del campionato italiano baristi caffetteria e una gara a squadre tra team nazionali mitteleuropee di baristi. I partecipanti: un team ceco, uno slovacco ed uno italiano. Le gare: velocità e qualità della preparazione del caffè, professionalità del barista col cliente e nel lavoro di team e preparazione di cocktail al caffè. Bravissimi tutti i baristi partecipanti e meritato il premio del team ceco (il cui portavoce è in foto qui sotto) che ha vinto la gara a squadre.

Presenti inoltre interessanti corsi di assaggio, presentazioni di libri, esposizioni di antiche macchine di caffè (grazie al MUMAC, il museo della macchina per caffè) e vari convegni e mostre fotografiche. Divertente e comunicativo l’approccio dello stand dei narratori del gusto del centro studi assaggiatori, che presenta l’unica moka, prodotta da Forever, certificata a preparare un espresso con parametri olfatto-gustativi definiti. Giocando a riconoscere e mappare dei profumi sintetici a quelli di noci, nocciole, agrumi, pan tostato e ancora altro, siamo subito intrigati dalla complessità degli aromi e degli odori che caratterizzano il contenuto della nostra quotidiana tazzina, e affascinati dalla possibilità di studiare e analizzare scientificamente questi aspetti. Bello l’approccio e l’iniziativa di comunicazione scientifica dell’associazione dei narratori del gusto che organizza eventi e corsi per sensibilizzare ed istruire alla comunicazione del gusto.

La maggior parte degli appuntamenti si sono svolti all’interno dell’area espositiva fieristica, ma altri hanno avuto luogo in vari posti della città per coinvolgere anche la popolazione triestina che sicuramente ha apprezzato la presenza di grandi figure del caffè nei luoghi da loro frequentati abitualmente.

Avete presente quei fantastici cappuccini la cui schiuma ha una forma o decorazione speciale disegnata col latte, il caffè e il cioccolato, che ti fa quasi peccato berli perché rovini una piccola opera d’arte? Beh, quella si chiama latte art e tra le attrazioni più interessanti della fiera per i non-tecnici del settore – come noi – c’è stata sicuramente la presenza di due baristi campioni di quest’arte, Fabrizio Sención Ramírez e Andrea Antonelli.

Fabrizio Sención Ramírez è il campione messicano nonché vicecampione mondiale in quest’arte e ha coccolato il popolo triestino preparando il caffè nelle tre mattinate della fiera in altrettanti bar della città: in collaborazione con l’azienda di macchine espresso Della Corte ha quindi preparato caffè, cappuccini e capi in b (come potete anche vedere in una delle foto ed è sicuramente una novità per lui) alla pasticceria Sanna, espressi aromatizzati al bar Ferrari e cappuccini con disegni al cafepiazzagrande.

Andrea Antonelli è un pluricampione italiano di latte art ed ha spiegato alcune tecniche per decorare un cappuccino al pubblico presente presso lo stand Planet coffee – caffè Bazzara. La sua chiarezza e la sua capacità di coinvolgere le persone ha reso questa esperienza un gioco e uno stimolo a presentare con cura e fantasia anche il caffè… per ora, almeno per me, è rimasto una sfida (a voi il compito “difficilissimo” di scoprire quale tra quelli delle tre foto seguenti è il cappuccino fatto da me, quale quello di Fabrizio e quale di Andrea), mi allenerò ad affinare la tecnica😉

Sottolineo con piacere la gentilezza di entrambi questi campioni che si sono dimostrati davvero disponibili e che con il sorriso sul volto hanno dimostrato e spiegato alcuni dei segreti del loro mestiere.

La fiera quindi, nonostante fosse studiata soprattutto per il business, è stata molto apprezzata anche da chi sta sempre dall’altra parte del bancone e della macchina per il caffè. Vi consigliamo quindi di segnarvi la prossima edizione che si terrà fra due anni (la fiera è biennale) e si sposterà nell’affascinante location del porto vecchio.

Approfittiamo per ringraziare gli organizzatori di Triestespresso per la cortesia dimostrata nei nostri confronti e per complimentarci per la professionalità con cui hanno preparato questo evento.

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